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Emozioni: dal cervello alla mente

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Emozioni: dal cervello alla mente

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Prof. ssa Daniela Lucangeli

Professore ordinario del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione e pro-rettore presso l’Università di Padova. Presidente dell’Associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati (CNIS) e membro dell’Accademia Mondiale delle Scienze (IARLD).

Prof. Ernesto Burgio

Pediatra, da anni si occupa di biologia molecolare, epigenetica e nuove biotecnologie genetiche. Membro del comitato direttivo dell’European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles (ECERI), del Gruppo di ricerca Science of Consciousness Università di Padova e del Gruppo Children Environmental Health WHO di Ginevra.


Ambedue sono autori di centinaia di contributi di ricerca nei temi di pertinenza

Apprendimento e cortocircuiti emozionali, Prof.ssa Daniela Lucangeli

«Veniamo al mondo con la capacità di spaventarci e con la capacità di essere felici, ma dobbiamo imparare che cosa ci spaventa e che cosa ci rende felici» (Ledoux, 1998).

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni; la loro funzione ha una valenza evolutiva e consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo.

Parlando di emozioni e aspetti motivazionali, è facile cadere nell’errata convinzione di considerarli in contrapposizione ai processi cognitivi; in realtà gli ultimi studi nel campo delle neuroscienze hanno messo in evidenza il forte legame reciproco tra sistemi emotivi e cognitivi (Geake, 2016): non c’è nessun processo di apprendimento completamente vuoto di emozioni.

Ogni atto psichico volontario implica un network circuitale: il cervello è costituito da reti di cellule nervose interconnesse attraverso le cellule gliali su cui forte impatto hanno l’esperienza e gli stimoli esterni. L'esperienza modifica gradualmente le connessioni tra i neuroni stabilizzando e rafforzando le connessioni più attive, mentre le connessioni meno attive sono indebolite o eliminate.

Evoluzione del cervello e delle emozioni, Prof Ernesto Burgio

Per decenni abbiamo enormemente sopravvalutato le funzioni cognitive come funzioni superiori e appannaggio quasi esclusivo di Homo Sapiens e sottovalutato le funzioni emotivo/affettive ed istintivo/pulsionali considerate come meno elevate, perché condivise con gli altri animali. Siamo persino arrivati a considerare il cervello umano come una sorta di computer e ad interrogarci (a volte con angoscia, a volte persino con speranza) circa la possibilità che, prima o poi, robot o replicanti dotati di un super-cervello elettrochimico o addirittura “quantico” possano “superarci” e prendere il controllo delle nostre società. All’origine di queste idee, che rischiano di condizionare negativamente la nostra vita e persino l’evoluzione delle nostre società e dell’intero pianeta ci sono teorie filosofiche (Cartesio), meta-psicologiche (Freud), psicocibernetiche (Von Neuman) e persino bio-quantistiche (Pribram/Penrose). Solo da una ventina di anni a questa parte alcuni neuroscienziati hanno fatto luce su questo errore di prospettiva e di valutazione (Damasio), “riscoperto” l’importanza della componente emotivo-affettiva sia in ambito filogenetico che ontogenetico (Le Doux) e cercato di elaborare e verificare sperimentalmente modelli anatomo/funzionali dei principali circuiti emotivi (Panskepp) che per molti aspetti dominano la nostra vita.

Le funzioni cognitive sono sopravvalutate, mentre vengono sottovalutate le funzioni emotivo/affettive ed istintivo/pulsionali che condividiamo con gli altri animali. Si considera il cervello umano come una sorta di computer e ci si interroga perfino circa la possibilità che, prima o poi, un robot con un super-cervello elettrochimico / “quantico” possa prendere il sopravvento. Il tutto, si basa su teorie filosofiche (Cartesio), meta-psicologiche (Freud), psicocibernetiche (Von Neuman) e persino bio-quantistiche (Pribram/Penrose).

Negli ultimi 20 anni, alcuni neuro scienziati hanno chiarito l’errore (Damasio), “riscoperto” l’importanza della componente emotivo-affettiva sia in ambito filogenetico che ontogenetico (Le Doux), e cercato di elaborare e verificare sperimentalmente modelli anatomo/funzionali dei principali circuiti emotivi (Panskepp) che per molti aspetti dominano la nostra vita.

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Conferenza aperta a tutti

E' possibile acquistare con la carta del docente sulla piattaforma Sofia: iniziativa ID40374 edizione ID 59301

Per ulteriori chiarimenti scrivere a pr@montessoricortina.it, tel +39 (0) 436 861776 cell +39 375 6145618 o what s app +91 9442032130.

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